EUROPOL: nessun collegamento tra bitcoin e ISIS.

E’ stato pubblicato il rapporto Changes in modus operandi of Islamic State terrorist attacks da parte dell’Europol smentendo definitavemente la notizia falsa dell’utilizzo da parte dell’ISIS di valute virtuali.

18 (…) There is no evidence however of IS-financing networks in existence. Despite third party reporting suggesting the use of anonymous currencies like Bitcoin by terrorists to finance their activities, this has not been confirmed by law enforcement.

19. The travel of foreign fighters to the conflict zones is likely to be funded by the travellers themselves with both legal means and criminal activities, such as frauds. This also has not changed recently.

Quindi non vi è alcuna prova di utilizzo di uso di valute virtuali da parte dei terroristi, come da qualcuno ventilato e sparso ai quattro venti.

Per essere precisi l’informazione errata era partita da un articolo del 20.09.2015 su Deutsche Welle da parte di Lewis Sanders IV, ripreso e tradotto in tutto il mondo, compreso in Italia.

Per onore di verità lo stesso giornalista una settimana dopo aveva dovuto ammettere l’errore (dietro pressione della comunità), ma oramai solo pochi paiono controllare le fonti delle notizie.

Oggi l’Europol ha messo la parola fine a questa notizia falsa, arrivata anche in Parlamento Europeo, che risulta pertanto prima di qualsiasi fondamento.

 

 

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