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Ransomware wannacry: #debunking e riflessioni.

Ad un recente convegno, un relatore ha affermato che l’incremento della valutazione del bitcoin derivava dall’attacco di #wannacry. Ho prontamente smentito, pur senza disporre dei dati necessari a dimostrare l’infondatezza della stessa.

In seguito ho avuto la possibilità di recuperare questi dati attraverso il sito di bitcoin analysis Elliptic. (https://www.elliptic.co/wannacry/).

Le stime sono imbarazzanti: appena 130.000 USD di incasso al 25 maggio 2017, vale a dire che hanno pagato meno di 450 “vittime” in tutto il mondo (supponendo una richiesta estorsiva di 300 USD).

Tali dati lasciano perplessi, dimostrando che tale affermazione è aneddotica piuttosto che basata su numeri e dati concreti.

 

 

Posizione Assob.it su #wannacry

Assob.it rinnova le proprie posizioni già rappresentate in merito ai ransomware, suggerendo altresì l’analisi di Paolo Dal Checco:

Assob.it suggerisce in ogni caso di depositare una denuncia presso la Polizia Postale più vicina, per perseguire i criminali e riportiamo due modelli di denuncia da utilizzare per meglio chiarire i fatti alla Polizia Postale.

http://www.assob.it/2017/05/13/14-00-00.html

Francia: Gruppo di lavoro su blockchain.

France Stratégie (istituzione pubblica di esperti per assistere il Governo nelle decisioni) ha lanciato un gruppo di studio sulla blockchain con l’obiettivo di redigere un raporto entro l’Ottobre 2017.

In tale gruppo di esperti sono presenti esponenti delle associazioni di bitcoin francesi e delle istituzioni.

Comunicato: http://www.strategie.gouv.fr/sites/strategie.gouv.fr/files/atoms/files/cp_lancement_blockchain_def.pdf

 

Precisazioni su notizie per utilizzo di bitcoin per attività criminali

Una presa di posizione di Assob.it sulle notizie apparse sulla stampa in merito alle indagini.

La Polizia di Stato ha diffuso un comunicato del 28.04.2017 per segnalare che le nostre forze dell’ordine hanno recentemente posto in essere una complessa attività investigativa contro il commercio di prodotti illegali attraverso le reti informatiche, anche mediante un’attività di copertura online.

[…] continua con http://www.assob.it/2017/05/02/10-00-00.html

Camera dei Deputati: mozione approvata sulla blockchain.

La Camera dei Deputati ha appena approvato la mozione per l’utilizzo della blockchain nella PA.

In particolare:

La Camera impegna il Governo: (…)

4) a creare un gruppo di lavoro, coinvolgendo l’Agenzia per l’Italia digitale, l’Istituto nazionale della previdenza sociale e le start-up che si occupano di blockchain, per focalizzare ed approfondire le possibilità applicative di questa tecnologia per la pubblica amministrazione, in particolare per la tracciabilità delle erogazioni dei sussidi per la disoccupazione e per una maggiore trasparenza;

https://coinlexit.wordpress.com/2017/03/30/parlamento-mozione-per-utilizzo-della-blockchain-nella-pa/

Parlamento: mozione per utilizzo della blockchain nella PA

L’Onorevole Baldassarre Marco  ha depositato alla Camera la Mozione 1/01564 del 29.03.2017 in cui richiede che il Governo si impegni:

4) a creare un gruppo di lavoro, coinvolgendo l’Agenzia per l’Italia digitale, l’Istituto nazionale della previdenza sociale e le start-up che si occupano di blockchain, per focalizzare ed approfondire le possibilità applicative di questa tecnologia per la pubblica amministrazione, in particolare per la tracciabilità delle erogazioni dei sussidi per la disoccupazione e per una maggiore trasparenza;

Auspichiamo che il Parlamento ed il Governo colgano questa occasione per intraprendere una strada innovativa, sfruttando le particolarità uniche derivanti dal protocollo Bitcoin/blockchain.

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=1-01564&ramo=C&leg=17

Mozione 1-01564
presentato da
BALDASSARRE Marco
testo di
Mercoledì 29 marzo 2017, seduta n. 769

La Camera,
premesso che:
è sempre più forte la necessità di riformare e di rendere più efficienti i centri per l’impiego, i cui servizi sono carenti e spesso non idonei a contrastare l’attuale grave crisi economica e occupazionale e le ragioni della scarsa efficienza di tali enti pubblici si comprendono analizzando i dati relativi alle prestazioni minime che dovrebbero essere garantite al disoccupato che dichiari di essere immediatamente disponibile al lavoro, così come stabilito dal decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181;
la percentuale di centri per, l’impiego in grado di svolgere le funzioni di orientamento e diagnostica dell’utente, promozione di misure per l’inserimento lavorativo, rinvio dell’utenza alla formazione… professionale, è pari al 77,3 per cento del totale e ciò è di per sé stesso indicativo, senza necessità di entrare nel merito di come tali funzioni siano svolte, ma la quota dei centri che erogano tali servizi nei tempi previsti dalla normativa si riduce al 48,7 per cento e scende addirittura al 24,2 per cento, ma con profonde differenze territoriali (34 per cento nel centro-nord e 10 per cento nel Mezzogiorno), se si prendono in considerazione fattori legati alla gestione delle informazioni, ossia agli strumenti essenziali per lo sviluppo delle prestazioni personalizzate previste dalla normativa vigente quali: l’adozione della nuova scheda anagrafico-professionale, l’adozione del sistema delle comunicazioni obbligatorie per aggiornare le informazioni sul lavoratore, nonché il trasferimento delle informazioni a un qualsiasi servizio per l’impiego per via telematica;
è un dato di fatto che le criticità rilevate nelle procedure dei centri per l’impiego dipendono, in particolare, dall’assenza di idonei standard minimi di prestazione dei servizi, nonché dalla mancanza di una chiara definizione delle competenze che il personale deve possedere per erogare servizi orientati alla persona, che deve essere sostenuta nelle difficili e diverse fasi di transizione del proprio percorso professionale e lavorativo;
l’attività cardine dei servizi pubblici per l’impiego è quella di comporre e gestire un insieme di sistemi e di procedure destinati al supporto e all’orientamento al lavoro, che devono essere in grado di supportare adeguatamente i molteplici passaggi caratterizzanti la vita professionale degli individui e di realizzare progressivamente una flessibilità del mercato, attraverso la fornitura personalizzata di servizi miranti a ridurre il più possibile il tempo di permanenza delle persone nella rischiosa condizione di inattività e di esposizione al lavoro sommerso. Tali attività devono essere svolte esclusivamente da personale in possesso di idonee competenze,

impegna il Governo:

1) ad assumere iniziative per favorire una maggiore formazione del personale dei centri per l’impiego ed aumentare il numero dei centri sparsi sul territorio nazionale, concentrando su di essi le politiche attive del lavoro;
2) a porre in essere iniziative volte a riattivare il pieno turnover per i dipendenti pubblici in modo da ringiovanire l’età media dei dipendenti della pubblica amministrazione, anche in funzione delle procedure telematiche sempre più presenti nel sistema;
3) ad aumentare la dotazione di materiale e di strumenti necessari dei centri per l’impiego per permettere ai dipendenti di poter svolgere la propria mansione, eliminando i disagi che subiscono tuttora gli utenti che si rivolgono ai suddetti centri nella speranza di poter trovare un’occupazione;
4) a creare un gruppo di lavoro, coinvolgendo l’Agenzia per l’Italia digitale, l’Istituto nazionale della previdenza sociale e le start-up che si occupano di blockchain, per focalizzare ed approfondire le possibilità applicative di questa tecnologia per la pubblica amministrazione, in particolare per la tracciabilità delle erogazioni dei sussidi per la disoccupazione e per una maggiore trasparenza;
5) ad assumere iniziative per aumentare le risorse per il fondo per le politiche attive del lavoro in base al numero dei potenziali beneficiari che ne dovranno usufruire.
(1-01564)

Convegno c/o Ordine degli Avvocati di Milano, 23 Marzo 2017.

Il 23 Marzo 2017, la Fondazione Forense di Milano (Ordine degli Avvocati di Milano) ha organizzato un convegno su E-commerce e cripto-valute: aspetti teorici e pratici c/o il Tribunale di Milano (locandina).

Le Relazioni sono state svolte dall’Avv. Giovanna Oddo (Foro di Milano) su: “E-Commerce: riferimenti normativi ed aspetti fiscali“, dall’Avv. Valerio Vertua (Foro di Milano) “Le cripto-valute: riferimenti normativi e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate” e da Stefano Capaccioli (Dottore Commercialista in Arezzo) su “E-commerce e cripto-valute: aspetti pratici“.

Ringrazio l’Ordine degli Avvocati di Milano e la Commissione Giustizia Tributaria dello stesso ordine per l’organizzazione e, in particolare, sono onorato di aver potuto rappresentare alcuni spunti derivanti dai miei studi di fronte a tale uditorio.

 

Coinspace sospesa da CONSOB.

La CONSOB, con Delibera n. 19866 del 01.02.2017, ha sospeso in via cautelare l’attività pubblicitaria relativa all’offerta al pubblico promossa dalla Coinspace Ltd. avente ad oggetto “pacchetti di estrazione di criptovalute”.

La decisione prende spunto dalle informazioni rilevate sui vari siti promozionali da cui emerge come i “pacchetti di estrazione di criptovalute” proposti sembrano possedere le caratteristiche di un prodotto finanziario sub specie di investimento di natura finanziaria.

L’investimento di natura finanziaria necessita la compresenza di:

(i) un impiego di capitale;
(ii) un’aspettativa di rendimento di natura finanziaria;
(iii) l’assunzione di un rischio connesso all’impiego di capitale;

La CONSOB, rilevando che essendo il sito in lingua italiana possa essere rivolto a risparmiatori italiani e non avendo alcun prospetto informativo, conclude l’esistenza di fondato sospetto circa lo svolgimento di un’attività pubblicitaria relativa all’offerta al pubblico di prodotti finanziari in violazione del TUF (decreto legislativo n. 58 del 24 febbraio 1998) sospendendo l’attività del sito.

Il provvedimento non entra nel merito di S-Coin, ma sottolinea che gli schemi di investimento devono avere determinate caratteristiche (indipendentemente dal sottostante). La comunicazione e l’offerta al pubblico costituiscono il successivo discrimine per integrare l’attività promozionale di prodotti finanziari.

Le autorità italiane continuano nell’attività di contrasto di fenomeni potenzialmente rischiosi (qui la sospensione della promozione di OneCoin da parte dell’AGCM), come del resto sono tutte le valute virtuali centralizzate (qui un mio articolo).

Bitcoin ed economia sommersa.

INTERVISTA di Simona Macellari, Associate Partner, The Innovation Group a Stefano Capaccioli, Dottore commercialista e fondatore Studio Capaccioli

Le ultime notizie di stampa riguardo il bitcoin sembrano bipolari, toccando i due estremi. Lo sviluppo del FinTech (Financial Technology) indica bitcoin e blockchain come motori di progresso e sviluppo (ultimo esempio lo studio del Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo “How blockchain technology could change our lives”), mentre da troppe parti si sostiene che bitcoin è la moneta degli  evasori, riciclatori e bande di criminali che vogliono spostare capitali illeciti senza lasciare traccia, odore o impronta. […].

Continua su:  http://www.theinnovationgroup.it/newsletter-hidden/bitcoin-ed-economia-sommersa-ne-parlato-stefano-capaccioli/?lang=it