Month: July 2014

La moral suasion di EBA e la distonia totale rispetto all’approccio francese

http://bitcoinlawandtax.tumblr.com/post/92622191293/la-posizione-di-eba-distonia-totale-rispetto

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Bitlicense – Riflessioni su Reddit

http://www.reddit.com/r/Bitcoin/comments/2aycxs/hi_this_is_ben_lawsky_at_nydfs_here_are_the/cizyqyz


Entities are considered dealing in virtual currencies if:

  • They transfer Bitcoins on behalf of one person. This includes Bitcoin tipping (/u/changetip), mixers,Blockchain.info Send Shared, CoinJoin, Dark Wallet (200.2n1)

  • They hold or have control over Bitcoins for their users. This includes Mining pools, Coinbase, Circle,Greenaddress.it, all exchanges. (200.2n2)

  • They buy or sell Bitcoins as a business activity. This includes Local Bitcoins sellers, #bitcoin-otc. FinCEN statements includes selling physical coinage (including casascius coins) also regulated. (200.2n3)

  • They create a virtual currency, even if it is decentralized. This includes creating altcoins. In fact, Satoshi would have commited a crime creating Bitcoin without registration. (200.2n5)

  • They trade any virtual currency, even for another virtual currency. This includes alt coin exchanges. Mintpal, Cryptsy, BTER, etc (200.2n4)

.. to any resident in New York. Web services, even those incorporated overseas, must either comply or block access for NY users. (200.2n)


Entities ‘dealing in virtual currency’ must:

  • Perform AML and collect identities, including verification of government issued Photo ID and proof of address, and retain these information for 10 years. (200.15a)

  • Retain all transaction logs for 10 years, including real name & physical addresses of ALL parties of a transaction – yes, including whoever you are sending to. (200.12a1)

  • Report all transactions over the USD value of $3000, and file Suspicious Activity Reports. (200.15g4)

  • Maintain collateral in the form of USD, including collateral for Bitcoin balances. The % as collateral is unspecified.

  • Retained earnings and profits of in invested in US dollars. They may not keep any profit in Bitcoin.(200.8b)

  • Forfeit Bitcoins that are inactive for over 5 years to the State of New York – (200.12c)

  • Not obfuscate any transactions – Bitcoin mixing would be illegal. (200.15f)


The (only?) good news: Merchants do not need a BitLicense to accept Bitcoin for a good or service. (200.3c2).

STATO DI NEW YORK DEPARTMENT OF FINANCIAL SERVICES – PROPOSTA DI BITLICENSE.

A metà luglio 2014, Benjamin M. Lawsky, Soprintendente per i Servizi Finanziari, ha annunciato che il Dipartimento di Stato di New York del Financial Services (DFS) ha emesso una proposta di quadro normativo denominata “BitLicense”(http://www.dfs.ny.gov/about/press2014/pr1407171-vc.pdf) per le aziende impegnate nelle attività con le monete virtuali per un commento pubblico per poi procedere all’emanazione della normativa definitiva e entrata in vigore.

Il quadro normativo proposto – che è il prodotto di una inchiesta della DFS durata un anno, comprese le audizioni pubbliche di gennaio 2014 – contiene la prima normativa relativa alla protezione dei consumatori, anti-riciclaggio di denaro e regole di sicurezza informatica su misura, con la volontà di trovare equilibrio tra regolamentazione finalizzata lala protezione dell’utente e lotta a riciclaggio e attività illegali.

La proposta è di sicuro interesse perché giunge dopo molte riflessioni derivanti anche da un “Ask Me Anything” su Reddit aperto all’inizio del 2014 dal sovrintendente che ha generato più di 1.200 commenti pubblici.

La normativa prevede la BitLicense per le imprese impegnate nelle seguenti attività:

· Ricezione o la trasmissione moneta virtuale per conto dei consumatori;

· Protezione, conservazione, o custodia o controllo di tale moneta virtuale per conto dei clienti;

· Esecuzione di servizi di conversione di valuta virtuale al dettaglio, compresa la conversione o scambio di valuta virtuale in valuta fiat o in altro valore o la conversione o scambio di una valuta virtuale in un’altra forma di valuta virtuale;

· Acquisto e vendita di moneta virtuale in maniera professionale (da non confondersi uso personale); o

· Controllo, amministrazione o emissione di una moneta virtuale. (Nota: Questo non si riferisce ai minatori di valuta virtuale.)

Non è necessaria la licenza per i commercianti o consumatori che utilizzano la valuta virtuale esclusivamente per l’acquisto o la vendita di beni o servizi; o quelle imprese autorizzate ai sensi della legge bancaria di New York per condurre servizi di scambio in valuta virtuale approvati dal DFS.

Per ottenere la Bitlicenses, l’impresa (“Licenziataria”) dovrà avere determinati requisiti:

1. Tutela dei valori dei clienti: Ogni impresa deve detenere moneta virtuale dello stesso tipo e della quantità di qualsiasi valuta virtuale dell’ammontare che deve o è obbligato a dare a terzi, con il divieto di vendere, trasferire, assegnare, prestare, dare in garanzia le valute virtuali che detiene per conto del cliente. Ogni impresa deve anche avere titoli o somme in dollari statunitensi a garanzia dei propri clienti nelle forme e quantità che verranno stabilite a tutela dei clienti.

2. Ricevute di valuta virtuale: Al completamento di ogni transazione, ogni azienda dovrà fornire al cliente una ricevuta contenente le seguenti informazioni: (1) il nome e le informazioni di contatto dell’impresa, ivi compreso un numero telefonico stabilito dal licenziatario per rispondere alle domande e registrare le denunce ; (2) il tipo, il valore, la data e l’ora precisa della transazione; (3) la commissione applicata; (4) il tasso di cambio, se del caso; (5) una dichiarazione di responsabilità del Licenziatario per mancata consegna o consegna in ritardo; (6) una dichiarazione della politica di rimborso del licenziatario.

3. Politiche dei Reclami: Ogni impresa deve stabilire e mantenere politiche e procedure scritte per risolvere i reclami dei consumatori in modo equo e tempestivo. La compagnia deve anche fornire l’avviso ai consumatori, in modo chiaro e visibile, che i consumatori possono portare i reclami all’attenzione di DFS per un’ulteriore attività di revisione e di indagine.

4. Disclosure: Ogni impresa deve fornire informazioni chiare e concise per i consumatori circa i rischi potenziali associati con le valute virtuali, compreso il fatto che (tra gli altri): le operazioni in valuta virtuale sono generalmente irreversibili e, di conseguenza, le perdite dovute a operazioni fraudolente o accidentali potrebbero non essere recuperabili; la volatilità del prezzo della valuta virtuale rispetto alla valuta fiat che può comportare perdite significative o imposizioni tributaria elevata in brevi periodi di tempo; rischio elevato di perdita di moneta virtuale a causa di attacchi informatici; il fatto che la valuta virtuale non è a corso legale, non è sostenuta dal governo, e che i conti e i saldi non sono soggetti alla protezione FDIC (http://www.fdic.gov) o SIPC (http://www.sipc.org).

5. Compliance Antiriciclaggio. Come parte del suo programma di adempimenti antiriciclaggio, ogni azienda deve mantenere le seguenti informazioni per tutte le operazioni di pagamento, ricezione, scambio o conversione, acquisto, vendita, trasferimento o trasmissione di valuta virtuale: ( 1) l’identità e indirizzi fisici delle parti coinvolte; (2) l’importo o il valore dell’operazione, anche in quello nell’unità di conto della valuta virtuale; (3) la data della operazione in cui la stessa è stata avviata e completata, e (4) una descrizione dell’operazione.

a. Verifica dei correntisti: Le imprese devono, come minimo, all’apertura di conti per i clienti, verificare la loro identità, per quanto ragionevole e praticabile, mantenere registrazioni delle informazioni utilizzate per verificare tale identità, compreso il nome, indirizzo fisico, e altre informazioni di identificazione, e controllare i clienti secondo le normative Specially Designated Nationals (“SDNS”) nell’elenco tenuto dall’Ufficio del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti del Foreign Asset Control (“OFAC”). Una due diligence rafforzata è richiesto sulla base di altri elementi, come ad esempio i clienti ad alto rischio, i conti ad alto volume, o account sui quali è stata presentata una comunicazione di sospetto. Le imprese sono inoltre soggetti a qualificati obblighi di verifica per i conti che coinvolgono soggetti esteri e il divieto di conti con foreign shell entities.

b. Segnalazione di operazioni sospette e attività illecite. Ogni licenziatario dovrà monitorare le operazioni che potrebbero significare il riciclaggio di denaro, evasione fiscale o altre attività illegali o criminali e notificare al Dipartimento, in un modo prescritto dal soprintendente, subito dopo il rilevamento di un tali operazioni. Quando un licenziatario è coinvolto in una operazione o serie di operazioni di ricezione, scambio o conversione, acquisto, vendita, trasferimento o trasmissione di moneta virtuale, per un importo complessivo superiore al valore in dollari degli Stati Uniti di $ 10.000 in un giorno per conto di una persona, il Licenziatario dovrà notificare al Dipartimento, secondo le modalità prescritte dal soprintendente, entro 24 ore. Nel soddisfare i suoi obblighi di segnalazione i Licenziatari devono utilizzare una metodologia approvata per il calcolo del valore della moneta virtuale in sollari statounitensi.

6. Cyber Security Program: Ogni Licenziatario deve istituire e mantenere un programma di sicurezza informatica progettato per eseguire una serie di funzioni fondamentali, tra cui: l’identificazione dei rischi informatici interni ed esterni; la protezione dei sistemi da accessi non autorizzati o atti di pirateria informatica; la presenza di sistemi di rilevamento intrusioni e di violazioni di dati; la risposta e il recupero di eventuali violazioni, interruzioni, o uso non autorizzato dei sistemi. Tra le altre garanzie, ogni azienda dovrà anche effettuare test di penetrazione dei suoi sistemi elettronici, almeno una volta all’anno, e la valutazione della vulnerabilità di tali sistemi, con cadenza almeno trimestrale.

7. Chief Information Security Officer. Ogni licenziatario designa un dipendente qualificato a prestare servizio come Chief Information Security Officer del licenziatario (“CISO”) che sarà responsabile per la supervisione e l’attuazione del programma di sicurezza informatica del Licenziatario e di far rispettare la propria politica di sicurezza informatica.

8. Verifiche periodiche: I Licenziatari saranno sottoposti a verifiche ogni qualvolta lo ritenga necessario il soprintendente – ma non meno di una volta ogni due anni solari – per verificare la situazione finanziaria, la sicurezza, la solidità, le politiche di gestione e il rispetto di leggi e regolamenti.

9. Libri e registri: I licenziatari sono tenuti a mantenere libri e registri, comprese le informazioni di transazione, estratti conto bancari, registrazioni o verbali del consiglio di amministrazione o dell’organo di governo, i documenti che dimostrino il rispetto delle leggi, inclusi i documenti di identificazione del cliente e la documentazione relativa ai reclami dei consumatori e le relative indagini effettuate.

10.Rapporti Finanziari e requisiti di audit. Ogni impresa deve presentare alla DFS una relazione trimestrale entro i 45 giorni successivi alla chiusura del trimestre fiscale del licenziatario. Ogni impresa deve inoltre presentare un bilancio certificato, redatto secondo i principi contabili generalmente accettati, con la Relazione del Revisore indipendente e la valutazione, da parte dello stesso, delle procedure contabili e dei controlli interni della società entro 120 giorni dalla fine dell’anno fiscale.

11.Requisiti patrimoniali: i requisiti patrimoniali necessari saranno determinati da DFS che si baserà su una varietà di fattori, tra cui la composizione delle attività e delle passività totali del licenziatario, se il licenziatario è già concesso in licenza o regolato da DFS, la quantità di leva finanziaria utilizzata dall’impresa, la posizione di liquidità della società, e la misura della protezione finanziaria aggiuntiva per i clienti.

12.Compliance Officer: Ogni licenziatario designa un individuo qualificato o individui responsabili di coordinare e monitorare il rispetto delle regole BitLicense, dei regolamenti DFS e di tutte le altre leggi federali e statali applicabili.

13.Business Continuity e Disaster Recovery. Ogni licenziatario deve stabilire e mantenere una continuità aziendale scritta e un piano di disaster recovery ragionevolmente progettato per garantire la disponibilità e la funzionalità dei servizi del licenziatario in caso di emergenza o di altra interruzione delle normali attività del licenziatario.

14.Notifica di emergenze o interruzioni. Ogni impresa deve comunicare tempestivamente a DFS qualsiasi emergenza o altra interruzione per le sue operazioni che possono influire sulla sua capacità di adempiere agli obblighi normativi o che possono avere un significativo effetto negativo sul licenziatario, le sue controparti, o il mercato.

15.Periodo transitorio. La domanda di licenza saranno accettate a partire dalla data in cui i regolamenti proposti diventino effettivi. Per le imprese già impegnate la domanda di licenza dovrà essere entro 45 giorni dall’entrata in vigore. Il sovrintendente emetterà o negherà la licenza entro 90 giorni dalla presentazione di una domanda completa.

Bitcoin e bitcoin – differenze giuridiche.

Riflettendo occorre distinguere dalla rete creata definibile Bitcoin, dall’unità di conto creata dalla rete definibile bitcoin.

Mentre il sistema è possibile inquadrarlo come software che gestisce (attualmente) la generazione ed il trasferimento dell’unità di conto, il bitcoin non può essere inquadrabile quale software.
Non per altro la definizione di software del WIPO o OMPI nel 1984 è “l’espressione di un insieme organizzato e strutturato di istruzioni (o simboli) contenuti in qualsiasi forma o supporto (nastro, disco, film, circuito), capace direttamente o indirettamente di far eseguire o far ottenere una funzione, un compito o un risultato particolare per mezzo di un sistema di elaborazione elettronica dell’informazione”.
L’unità di conto potrebbe anche essere documento informatico (definito dal Codice dell’Amministrazione Digitale quale “la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti”) ma lascia perplessi, visto che si resta con lo stesso problema: quale è l’ATTO, il FATTO o DATO GIURIDICAMENTE RILEVANTE?
In aggiunta, il bitcoin può essere un documento? Prendendo alcune riflessioni:

Non esiste una definizione legislativa di documento, il quale però è generalmente considerato come una “res, ovvero come qualsiasi cosa idonea a rappresentare e far conoscere un fatto: il testimone è persona che narra e il documento è cosa che rappresenta. Per avere immediata percezione delle finalità del documento basta pensare all’etimo latino “docere”: il documento è, dunque, qualcosa destinato a docere, insegnare, dimostrare. Nel linguaggio informatico il documento indica, di solito, i files di contenuti (per esempio di Word). Più precisamente, il documento è una “res signata”, cioè un oggetto che reca una serie di segni tracciati direttamente dall’uomo o da apparati predisposti dall’uomo, volti a conferirgli portata rappresentativa. (da http://www.iet.unipi.it/g.dini/Teaching/snr/materiale-didattico/DOCUMENTOINFORMATICO.pdf)

Quindi, ammesso e non concesso di considerare la stringa alfanumerica quale documento informatico rappresentativo del fatto “unità di conto”, il problema non si sposta: cosa è giuridicamente il bitcoin? Noi abbiamo cercato di dare risposta.

Financial Action Task Force releases Bitcoin report to establish uniformity for future anti-money laundering law – CHRISTINE DUHAIME

Su gentile concessione di  , B.A., J.D., Financial Crime and Certified Anti-Money Laundering Specialist pubblichiamo un articolo uscito su Duhaimelaw:

The Financial Action Task Force (“FATF“) released its anticipated report (the “Bitcoin Report“) on digital currencies, including Bitcoin (hereinafter, “Bitcoin“). The Bitcoin Report is the first step towards the global regulation of Bitcoin and other digital currencies with the goal of providing uniformity in law of certain key terms for FATF member countries to adopt.

The Bitcoin Report was issued in conjunction with several other reports at the conclusion of a two-day FATF plenary session.

The Bitcoin Report summarizes Bitcoin as: (a) the wave of the future for payment systems; and (2) a powerful tool for criminals, terrorist financiers and sanctions evaders to move and store illicit funds.

With respect to the second use of Bitcoin identified by the FATF, above, the Bitcoin protocol stores value but does not store funds and the US Treasury Undersecretary for Terrorism and Financial Intelligence, David S. Cohen, not long ago stated that there is no evidence of widespread use of Bitcoin for terrorist financing, and with respect to money laundering and sanctions avoidance, their position is that those concerns exist but are not manifest (because if they were, he said the US Treasury would ensure the viability of the financial system over Bitcoin). We summarized Mr. Cohen’s talk on Bitcoin here, in which he provides an excellent financial crime perspective of the US government’s concerns with digital currencies, reflective of the concerns of most governments.

The Bitcoin Report describes and compares virtual currencies generally and is a shorter version of a similar comprehensive report issued by the European Commission 18 months ago.

Defines Virtual Currency and other terms

The main purpose of the Bitcoin Report is to provide definitions of, inter alia, digital currencies and virtual currencies for anti-money laundering purposes.

The FATF proposes countries adopt the following definition of virtual currency:

A “Virtual Currency” is a digital representation of:

  1. A medium of exchange;
  2. A unit of account: or
  3. A store of value without legal tender status in any country

that is not issued by any country and fulfills the functions in 1 – 3, above, by virtue only of agreement among its users.

The FATF proposes the following definition of digital currency:

A “Digital Currency” is a digital representation of a Virtual Currency.

The Bitcoin Report defines several other terms such as miners, users, administrators, wallet, cold storage, hot storage, dark web and exchangers.

Groups Bitcoin with Liberty Reserve

The Bitcoin Report groups Bitcoin in a similar category as Liberty Reserve, e-Gold and SecondLife Linden Dollars. However, there are material differences.

With respect to Liberty Reserve, for example, it was: (a) a centralized digital currency; (b) created and controlled by private enterprise; and (c) lacking transactional transparency on a public ledger.

Bitcoin has none of these characteristics.

Moreover, Linden Dollars and Liberty Reserve Dollars are not uniformly and globally merchantable by which I mean that they are not accepted by merchants to purchase goods and services, like a Visa card and Bitcoin are anywhere in the world. Linden Dollars and Liberty Reserve Dollars have or had, value only within their economic ecosystems and not outside of it with respect to third party merchants.

Identified legitimate uses of Bitcoin

The Bitcoin Report provides some legitimate uses for Bitcoin and twice as many financial crime concerns. According to the FATF, the legitimate uses include:

  1. Ability to improve payment efficiency;
  2. Reduction of transaction costs;
  3. Facilitation of micro payments;
  4. Facilitation of remittances to the underbanked and unbanked populations; and
  5. May be held for investment.

Identified concerns with Bitcoin

The FATF lists the potential concerns with respect to Bitcoin as follows:

  1. Money laundering risks;
  2. Terrorist financing risks;
  3. Anonymity in payment systems;
  4. No central oversight;
  5. No anti-money laundering systems to detect transactions of concern;
  6. No ability for law enforcement to “enforce” at one location or over one system for asset seizures, for example;
  7. Global reach that increases risks;
  8. Segmentation of transactions worldwide that obfuscate responsibility for financial crime compliance;
  9. Customer transaction records that are unaccessible to law enforcement;
  10. Ability of Bitcoin businesses to relocate to countries with lax anti-money laundering controls; and
  11. Operations that are outside the reach of any country.

There are at least 50 more legitimate uses for digital currency and at least 20 more significant legal concerns with them.

With respect to the latter, the most obvious of concern to the FATF are its use as a preferred method to receive bribes in places like China, tax evasion and preservation of beneficial ownership albeit in a new form. It is surprising that these were not identified by the FATF. Anti-bribery, tax evasion and elimination of beneficial ownership are exceedingly important policy mandates of the OECD and FATF. In fact, as far as the OECD is concerned, elimination of tax evasion and beneficial ownership are its top policy priorities.

With respect to the benefits of Bitcoin, the one I argue most often based on my experience as a financial crime lawyer, is that using the Bitcoin protocol could have eliminated the €4 billion carbon credit trading fraud in the European Union. But there are others, not the least of which is the fact that with the exercise of combined legal and technology brain power, the blockchain itself can be used to detect suspicious transactions (as we use that term in money laundering law) and transactions that are the subject of economic sanctions more efficiently, more rapidly and with more precision than anything we currently use for financial crime compliance in the banking sector. Eventually, we could apply this Bitcoin model to monitor, detect and alleviate financial crimes in the wider financial institutional sector. Wouldn’t that be a fantastic twist – Bitcoin being used to eliminate financial crime within global financial institutions.

Uniformity in law

The idea behind the creation of the Bitcoin Report was so that countries would adopt the same definitions in respect of digital currencies so that national legislation from countries on anti-money laundering and counter terrorist financing for digital currencies coming down the pipe globally in the next six months (beginning with Canada), will be uniform and capable of uniform application, such as for extradition.

The next step for the FATF is to determine if it wishes to draft amendments to the 2012 Recommendations to include digital currencies and if it does, member countries, to the extent they have not already done so, will have to take steps to bring their national anti-money laundering laws in alignment with the revised FATF Recommendations on digital currencies.

The contributors to the Bitcoin Report were US, Canada, UK and Australia.

Quello che abbiamo scritto

MONOGRAFIE

S. Capaccioli, Criptovalute e bitcoin: Un’analisi Giuridica, Giuffré Editore, 2015, pagg. 288. (http://www.giuffre.it/it-IT/products/24193164.html)

ARTICOLI

P.L. Burlone e R. de Caria, Bitcoin e le altre criptomonete: Inquadramento giuridico e fiscale, Istituto Bruno Leoni, Focus n. 234/2014,

S. Capaccioli, Introduzione al trattamento tributario delle valute virtuali: criptovalute e bitcoin, su “Diritto e Pratica Tributaria Internazionale”, Cedam, n. 1/2014, pag. 27-68

S. Capaccioli, Criptovalute, bitcoin e IVA su “Il Fisco”, n. 27/2014 Edito da Il Fisco – WKI Ipsoa pagg. 2671-2678.

S. Capaccioli,  VAT & Bitcoin – Update from Bruxelles, in Bitcoin Magazine, September 26, 2014 http://bitcoinmagazine.com

S. Capaccioli, Value Added Tax (VAT) & Bitcoin – A Summary, in Bitcoin Magazine, September 11, 2014 http://bitcoinmagazine.com

S. Capaccioli, VAT & bitcoin – are bitcoin exchange transactions exempt from the VAT Directive?, in Blog of Durham European Law Institute, June 24, 2014 http://delilawblog.wordpress.com

S. Capaccioli, VAT & bitcoin, su EC Tax Review, Kluwer Law, Volume 23 (2014), Issue n. 6. pagg. 361-362

S. Capaccioli, Riciclaggio, antiriciclaggio e bitcoin su “Il Fisco”, (in uscita a Dicembre 2014 nr. 46/2014) Edito da Il Fisco – WKI Ipsoa

S. Capaccioli, Bitcoin, focus in Uk, Usa e Russia, in Italia Oggi, 8 dicembre 2014, Pag. 30.

S. Capaccioli, Central Bank of Italy Declares Virtual Currency Exchanges Are Not Subject to AML Requirements, in Bitcoin Magazine, February   4, 2015 http://bitcoinmagazine.com.

S. Capaccioli, BANKITALIA: Strumenti di pagamento del tutto leciti in Italia Oggi, 3 Febbraio   2015, Pag. 27.

Criptovalute, bitcoin e IVA su “Il Fisco”, n. 27/2014

Da: S. Capaccioli, Criptovalute, bitcoin e IVA su “Il Fisco”, n. 27/2014 Edito da Il Fisco – WKI Ipsoa pagg. 2671-2678.

L’inquadramento Iva delle criptovalute e dei bitcoin deve essere necessariamente affrontato in chiave europea, poiché la normativa interna deriva dalle direttive Iva
Il lavoro partirà dall’analisi delle interpretazioni ufficiali fatte da alcuni paesi della Unione Europea in materia Iva, tralasciando interviste, comunicati non ufficiali e interpretazioni fatte a fini delle imposte dirette (tributo non armonizzato e con logiche particolari per ogni pae-se) e poi proporrà un’interpretazione possibile alla luce dei principi a livello comunitario.

[continua sulla rivista]

Austria – Le 22 domande fatte

Ecco le richieste dei Deputati Niko Alm e colleghi al Ministro federale delle finanzerelative a chiarimenti giuridici sui Bitcoin, e altre valute virtuali:

1     Ha il Ministero della Finanze la stessa opinione dell’Austrian Financial Market Authority (FMA) (https://www.fma.gv.at/de/sonderthemen/bitcoin.html?F=0; Stand 19.05.2014) che le valute virtuali ( eg Bitcoins Litecoins, Primecoins, Proto shares, etc.), non sono soggette alla regolamentazione e neanche alla supervisione del FMA?

2     L’FMA ha ammesso che nonostante l’assenza di regolamentazione / vigilanza, in tali casi (punto 1) – e ciò in maniera che sembra contraddittoria – apoditticamente ha sostenuto che i  business models che hanno come oggetto i Bitcoin / valute virtuali, potrebbero essere soggette a autorizzazioni da parte di un dipartimento del FMA. Il Ministro delle Finanze, nonostante la suddetta assenza di regolamentazione / vigilanza è della stessa idea?

a) Se si, quali tipi di attività dovrebbero / potrebbero rientrare e sotto quali precise condizioni?

b) Se no, perché?

3     Come il Ministero ritiene  che il trasferimento oneroso di proprietà  (trading in Bitcoins) e il trasferimento di Bitcoins sia rilevante a fini IVA? e’ applicabile  l’esenzione ai sensi del § 6 comma 1, lettera c UstG 8 – similmente alla classificazione giuridica in Germania e nel Regno Unito?

4    Il possesso da parte di privati di Bitcoins integra il concetto “proprietà private di attività economiche” di cui all’ Income Tax Act § 31 Abs 1. Pertanto, i capital cain sono tassabili solamente in caso di speculazione entro il termine di un anno. Condividete questa visione?

5     Che procedura di valutazione (first-in, first-out, last-in-first-out, medie ponderate o altri metodi) deve essere fatta per determinare la base imponibile della speculazione in tale evenienza?

6     Nel caso di creazione di valuta virtuale  (so-called “mining”), il costo di produzione può essere preso costo al momento dell’acquisizione o come puro costo?

7     L’Attività di “mining” è soggetta a un’autorizzazione da parte dell’FMA relativamente alla legislazione relativa (BWG – Banca Centrale, ZaDiG – Normativa sui Servizi di pagamento, WAG – Legge sulla Vigilanza sugli strumenti Finanziari, Moneta Elettronica, etc.) e /o soggetta a licenza o altre autorizzazioni legali? e se si, a quali condizioni?

8    La creazione di “mining pools”  è soggetta a un’autorizzazione da parte dell’FMA relativamente alla legislazione relativa (BWG – Banca Centrale, ZaDiG – Normativa sui Servizi di pagamento, WAG – Legge sulla Vigilanza sugli strumenti Finanziari, Moneta Elettronica, etc.) e /o soggetta a licenza o altre autorizzazioni legali? e se si, a quali condizioni?

9     Il commercio  (in particolare la mediazione, il commercio in conto proprio, la commissione, la compensazione multilaterale) con le valute virtuali è soggetto a un’autorizzazione da parte dell’FMA relativamente alla legislazione relativa (specialmente dopo BWG – Normativa su Banca Centrale, ZaDiG – Normativa sui Servizi di pagamento, WAG – Legge sulla Vigilanza sugli strumenti Finanziari, Moneta Elettronica, etc.) e /o soggetto a licenza o altre autorizzazioni legali? e se si, a quali condizioni? 

10 La istituzione di un stock exchange (per valute virtuali in cui vengono) in cui avvengono scambi:

a) solo tra valute virtuali (es. Bitcoin in Litecoin, Litecoin in Bitcoin);

b) solo tra valute virtuali e moneta legale (es. Bitcoin in Euro, Euro in Bitcoin);

c) sia tra valute virtuali sia tra valute vituali e valute legali (es Bitcoin in Litecoin, Litecoin in Bitcoin, Bitcoin in Euro, Euro in Bitcoin);

è soggetto a un’autorizzazione da parte dell’FMA relativamente alla legislazione relativa (specialmente dopo BWG – Normativa su Banca Centrale, ZaDiG – Normativa sui Servizi di pagamento, WAG – Legge sulla Vigilanza sugli strumenti Finanziari, Moneta Elettronica, etc.) e /o soggetto a licenza o altre autorizzazioni legali? e se si, a quali condizioni?

11 La installazione e funzionamento di di macchine con cui è possibile scambiare valute legale in valute virtuali e viceversa, è soggetta a un’autorizzazione da parte dell’FMA relativamente alla legislazione relativa (specialmente dopo BWG – Normativa su Banca Centrale, ZaDiG – Normativa sui Servizi di pagamento, WAG – Legge sulla Vigilanza sugli strumenti Finanziari, Moneta Elettronica, etc.) e /o soggetta a licenza o altre autorizzazioni legali? e se si, a quali condizioni?

 12 La installazione e funzionamento di macchine relative a moneta virtuale è soggetta a un’autorizzazione da parte dell’FMA relativamente alla legislazione relativa (specialmente dopo BWG – Normativa su Banca Centrale, ZaDiG – Normativa sui Servizi di pagamento, WAG – Legge sulla Vigilanza sugli strumenti Finanziari, Moneta Elettronica, etc.) e /o soggetto a licenza o altre autorizzazioni legali? e se si, a quali condizioni?

13 Esiste una differenza giuridicamente rilevante per tali macchine tra conversione di moneta legale in moneta virtuale, con conversione tra monete virtuali o di monete virtuali in moneta legale?

14 Le attività da 7 a 13 sono soggette alle regole del Codice di Commercio? Se si, a quali condizioni? E che tipo in che tipo di attività ricadono quelle da 7 a 13?

15 Quali sono gli aspetti rilevanti nei casi transnazionali per giustificare l’assoggetamento a regolamentazione del FMA (legge bancaria – BWG – Banca Centrale, ZaDiG – Normativa sui Servizi di pagamento, WAG – Legge sulla Vigilanza sugli strumenti Finanziari, Moneta Elettronica, etc.)

16 Esiste un elemento tale per cui è giustificata l’applicabilità della legislazione FMA (legge bancaria – BWG – Banca Centrale, ZaDiG – Normativa sui Servizi di pagamento, WAG – Legge sulla Vigilanza sugli strumenti Finanziari, Moneta Elettronica, etc.), quando una società di cui alle domande da 7 a 13 eserciti un’attività attraverso due sedi e il server, attraverso il quale le attività di cui ai quesiti 7-13 vengono fornite fornite all’estero (territorio della Comunità o in un paese terzo), e gli azionisti della società che sono residenti in Austria?

Se sì, qual è tale elemento?

17 La qualificazione giuridica cambia se gli incrementi degli impiegati sono all’estero (Territorio della Comunità o paese terzo) e/o interni??

18 Le regole UStG (IVA) sul luogo di prestazione di servizi tramite mezzi elettronici sono previste dall’art. 3. Qui, si distingue se il servizio viene offerto da un soggetto passivo o meno e se il destinatario dei servizi è stabilito all’interno della Comunità o del paese terzo. Per le attività di cui alla domande da 7 a 13, è de facto non è possibile determinare o verificare la qualifica del prestatore e lo stabilimento del destinatario, in quanto i clienti sono conosciuti solo da un nome utente e una password. Come può essere effettuata in una tale configurazione, una corretta imposta sulle vendite?

19 La creazione di monete virtuali, il cosiddetta ” mining” (vedi domanda 7) rappresenta una cessione imponibile IVA? A quali condizioni sono imponibili IVA le attività di cui alle domande da 8 a 13? E quando il soggetto di cui alle domande da 8 a 13 è soggetto a IVA, assume rilievo l’afflusso di valute virtuali addebitati sul proprio portafoglio (= borsellino elettronico) o solo con lo scambio di valute virtuali in corso legale?

20 Dove è l’obbligo fiscale nelle seguenti combinazioni:

a) Austria GmbH (Srl), server si trova nella Comunità.

b) Austria GmbH (Srl), server si trova in un paese terzo.

c) GmbH (Srl) fondata nel territorio della Comunità, server si trova in Austria.

d) GmbH (Srl) fondata nel territorio della Comunità, server si trova in un paese terzo.

e) GmbH (Srl) stabilito in paese terzo, server si trova in Austria.

f) GmbH (Srl) stabilito in un paese terzo, server è nella Comunità.

21 Quali sono i cambiamenti nei risultati dei casi 20 a) – f) se la sede della Società o la posizione del server, pur essendo situata nel territorio della Comunità o di un paese terzo, sono fatti dal computer presso la residenza del direttore generale in Austria?

22 Come si calcola il differenziale entrate / spese in contabilità per calcolare le imposte sul reddito per quelle attività di cui alle domande da 7 a 13? Con i crediti di moneta virtuale nel portafoglio elettronico o valorizzando la moneta virtuale in quella a corso legale?